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Visualizzazione dei post da luglio, 2025

Allerta meteo, ma niente di che.

Come tutte le mattine: colazione all’alba, al bar, prima del lavoro. Caffè e pezzo dolce, in assoluto silenzio, leggendo le notizie sul telefono. La pacatezza della mattina presto. Quale momento migliore per esprimere giudizi? Una piccola platea immersa nel silenzio, dove un sussurro diventa udibile a tutti, e un urlo… una tempesta. E infatti, la tempesta prende vita a un tavolo. Il primo arrivato – che già mi sta sul culo perchè ha preso il giornale – lo fissa e sbotta: “Visto che casino ieri in Spagna? Guerriglia! Fanno bene, io le brucerei tutte le moschee. Vengono qui da noi e…” Olé. Eccoci. Ma con la tempesta arriva anche il vento. In questo caso, soffia da dietro il bancone: il barista gli dà corda. Chiaramente, per essere sicuri che il messaggio sia stato ricevuto, parte il giro di sguardi verso il mio tavolo in cerca di complicità. Sguardo orgogliosamente non trovato. Poi entra un signore. Lo so, è scorretto giudicare a prima vista… Ma, insomma, uno che – così a occhio – non av...

Invecchia chi non muore prima

A lavoro abbiamo la musica di sottofondo. E fin qui siamo sul pezzo. Poi, ogni tanto, tocca a me gestire la playlist: ieri ne ho messa una anni ’80-’90. Classiconi. Credevo di fare bene: un sottofondo, non un karaoke. Ad ogni brano: “Questa è uscita quest’anno, no?” – e si rideva. Pensavo si ridesse. Io ridevo. Alcuni, però, erano seri. Parte Sweet Child o’ Mine. Un collega (uno dei seri), fresco di patente e probabilmente con ancora il diario delle medie a casa, si gira e mi dice: “Questa… mi pare di averla già sentita.” Io sorrido. Lui insiste. “No davvero, l’ho già sentita questa.” E lì capisco la solennità del momento. Parte la scimmia nella testa: Ma come “già sentita”? Ma dove vivi, in una bolla? Non ce l’hai un’autoradio? Questo ha una voce che sembra un citofono incazzato, come fai a non riconoscerla, hai le orecchie disegnate? Per fortuna la scimmia resta nella sua gabbia. Da fuori, solo un dignitosissimo silenzio. Ma dentro, ormai il click mentale è scattato: esiste una gener...

Modalità testuale attivata

Un blog, nel 2025. Sorrido al pensiero che sia una forma di espressione ormai superata, considerando quando è nata. Eppure, è quella che scelgo. Non perché sia la migliore, ma perché è l’unica che credo di poter maneggiare senza impazzire. Avrei altri strumenti, certo. Ma raccontare qualcosa con video, podcast o social mi sembra un’impresa fuori dalla mia portata. Sono cresciuto negli anni ’80 e ’90. I 2000, finora, mi hanno visto sempre della stessa altezza. Sono uno di quelli lì.