Cronache da sotto la cappelliera

Ti sta fermo nell’hangar 6 mesi e quando finalmente decidi di andare in vacanza scopri che la revisione è scaduta. 

Che fai, rischi? Ma figurati. 


Chiami in officina e scopri che non sei l’unico che vuol andare in vacanza.

Primo appuntamento disponibile dopo 2 settimane. 


Sarà capitato a tutti. 

Quindi jet privato a casa e si opta per l’ovvia alternativa: booking.com


Ed eccoci qui, sedile all’estrema sinistra sul corridoio centrale, fila da quattro. 

L’app dice posto a fianco libero, altri due presi, ma chi se ne frega, intanto non mi dovrò tenere lo zaino tra i piedi 8 ore. 

Viaggio con gambe allungate, da uomo libero.


Si sale a bordo: seduto, cintura allacciata, zaino ancora tra i piedi, alla fine è libero per me ma anche per quelli dei sedili di là, non facciamo subito i prepotenti. 


Anzi, facciamolo subito. Ma loro.


Lei - bellina eh, faccia da yoga, karma positivo e zero pietà -  si leva le scarpe, mette una di quelle mascherine da sonno stile spa balinese a Gatwick e testa sulle gambe del fidanzato si sdraia sui due sedili con piedi calzinati al posto che io credevo fosse dei nostri (nostri) zaini. 


Giuro. 

Tutto con le porte dell’aereo sempre aperte. 


Dovrà rialzarsi e mettersi la cintura, ma lo sa?

Certo che lo sa…ma intanto ha marcato il territorio. 

Sono combattuto tra applaudirla o menarla.


Lo so però che la mia occasione di riscatto arriverà.

Attendo solo il momento in cui la hostess la farà sedere per il decollo.

E infatti… eccola li.


E la uso.

Rimanendo con lo zaino tra i piedi, in attesa. 

Fermo. 

Coglione.  

Cauto.


Ma l’attesa me la fa breve lei. 

Allo spengere delle luci delle cinture obbligatorie, bellina come prima torna in posizione orizzontale. 

Un icona del relax passivo-aggressivo.


Dorme per tutto il volo, roba che ho pensato la hostess dovesse girarla ogni due ore per evitarle le piaghe da decubito.



Da prendere a testate, lei e due generazioni indietro la sua famiglia che l’ha cresciuta così.

Ma alla fine la revisione l’ho fatta scadere io, non lei. 

Non i suoi genitori, i nonni o quell’inutile del fidanzato con l’unico pregio di saper fare da cuscino per 8 ore di fila.


Loro non potevano saperlo.



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