Il quieto vivere

Non vi sto nemmeno a spiegare perchè in quel momento ero in un aula di prima superiore, ma c’ero. 

In silenzio, in piedi braccia conserte appoggiato allo stipite della porta.


Prima ora, lezione ancora da cominciare.

Quel momento dove gli zaini contenenti la disciplina ed il silenzio non sono stati ancora aperti.


Quindi professore che spiega non so cosa riguardo all’organizzazione di una gita che dovranno fare, quando vedo del movimento improvviso in fondo alla classe: uno tira un urletto, gli altri tutti in silenzio.

Me l’hanno dovuto spiegare quello che era successo, perchè lì per lì nemmeno me ne ero accorto.


Un ragazzo si è alzato, è andato verso l’ultima fila, ha tirato una ciaffata ad un suo compagno seduto (il proprietario dell’urletto) ed è tornato tranquillamente al suo posto.

Quello seduto non ha fatto un movimento di più di quello necessario ad accompagnare la sberla presa.. ed in realtà nessun altro si è mosso, è stato uno di quei momenti in cui tutti capiscono che conviene non fare e dire niente.


Io invece potrei dire che “son cose che succedono mettendo 25 ragazzi tutti insieme a mattinate in una stanza”, ed è proprio quello che penso.


A quel punto però il professore, un quarantenne incazzereccio, con un alzata di voce ed una manata sulla cattedra riporta l’ordine.

Tutti zitti, quello che ha preso lo schiaffo rosso più di vergogna che per altro, l’altro con lo sguardo fisso sul banchino.


Ora, fin qui…se le scuole non le abbiamo fatte dalle Orsoline, sarete con me che non occorre essere in riformatorio per vedere una scena del genere. 


La cosa che mi fa raccontare questo episodio è il seguito, quando il professore, chiaramente allarmato dall’accaduto, chiede “ma cos’è successo, perchè?” E chiaramente si rivolge al proprietario della mano che la ciaffata l’ha data, non a quello che con la guancia l’ha presa.

Lui, nervoso e serio, risponde “ha offeso il mio Dio”.

Anche qui, inutile quale Dio fosse, non importa a nessuno, ed infatti nessuno gliel’ha chiesto, ma a questo punto quello che ha fatto il professore mi ha lasciato con il sopracciglio alzato.

Si è immediatamente rivolto a quello del banco in ultima fila, alzando la voce ed urlando, dicendo che non son cose che si fanno e minacciando conseguenze se l’avesse rifatto.

Ok. 

Giusto

Ma poi?

Poi niente, basta. 

A quello che ha alzato le mani niente.


Capito? 

Io si, ho capito. 

Il prof. aveva già intravisto il ginepraio in cui si sarebbe andato ad infilare, ha quindi optato per la via più breve e facile per lui.

Fare il culo a chi era già stato menato..(quando si dice giornatina storta).

E solo a lui.


Provvedimenti disciplinari nemmeno a parlarne, che poi avrebbe dovuto argomentare e spiegare.

Campo minato era già difficile su windows 95, figuriamoci se uno lo va a ricercare nella vita reale.


Son stato un bel po’ appoggiato a quello stipite ad aspettare che scendesse, ma alla fine il sopracciglio m’è toccato tirarlo giù a mano.


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