Smooth Operator

Non trovo il portafoglio.

Non è questa la causa del mio minimalismo forzato, la situazione si tira avanti da molto prima.

Comunque, passata la mezz’ora obbligatoria a cercarlo dove credevo avrebbe potuto essere, ufficializzo il lutto con chiamata per bloccare la carta di credito.


Sono sicuro che se qualcuno lo trovasse difficilmente ambirebbe ad una ricompensa dopo averci guardato dentro, quindi vado dritto in comune per vedere come provvedere al rifacimento dei documenti.


Cerco l’Ufficio Anagrafe, che nel mio mondo ideale si dovrebbe trovare tra l’Ufficio Timbri e l’Ufficio Sinistri, ma così non è. Comunque lo trovo.


Lì l’impiegato mi fa notare, dopo attesa d’obbligo e consulenza di collega più esperto, che per procedere ad una nuova richiesta di emissione dei documenti smarriti, serve una denuncia di smarrimento dei documenti.


Giusto.


Al che ringrazio salutando, e vado alla Caserma dei Carabinieri.

Lì già dal suono del campanello capisco che la conversazione si svolgerà su un piano molto più formale.

Dopo una veloce descrizione dell’accaduto tramite conversazione citofonica, immagino che dal breve briefing che si è svolto all’interno si sia arrivati alla decisione di aprire il portone.

Entro, mi accomodo e sono pronto a fare la denuncia di smarrimento. 

Troppo veloce. 

Procedure.

C’è ovviamente una prima fase investigativa, dove capisco che ci tengono a capire se ci potesse essere del dolo. Che inguaribile ottimista che sono, nemmeno avevo pensato che potesse magari esserci di mezzo un furto.

Il tono è quello giusto, CSI: Gallipoli. 

Dai che lo ritroviamo questo portafoglio!

Con l’inizio della fase investigativa intuisco però che il problema del sovraffollamento delle carceri non andrà a peggiorare nel breve: “Dove ha perso il portafoglio?”


Era dall’esame di maturità che non provavo la sensazione che qualsiasi cosa avrei detto sarebbe stata sbagliata.


Ora non ricordo bene le mie parole, ma comunque siamo passati ad altre domande, delle quali quella che mi ha messo più in difficoltà è stata: “procediamo alla denuncia: mi dia un documento”.


Ecco, qui son sicuro di aver risposto meglio all’esame di maturità.


Sforzandomi di tenere bassi gli angoli della bocca, rammento agli astanti il motivo che mi ha spinto a far suonare il loro austero campanello, al che mi becco anche una lieve ramanzina su quanto sia poco opportuno tenere i documenti nel portafoglio, e delle conseguenze della perdita dei suddetti.


Testa bassa ammetto le mie colpe, ma dovendo trovare un’altra via che dire dieci AveMaria per espiare, mi trovo costretto a domandare come devo fare.

La via che mi viene consigliata è quella di andare all’Ufficio Anagrafe a farmi fare un attestato di identità.


Esco. 


Al mio turno tiro i dadi, ed uscendo doppio 6 in cinque minuti mi ritrovo di fronte all’impiegato di prima, con nel mezzo una piccola fila che si è formata in mia assenza.


Quando finalmente l’impiegato può ascoltare quello che ho da raccontargli, non fa una piega e a mia richiesta mi procura il documento richiesto..così. 

Non credo che sia la procedura corretta, come fai a sapere chi sono? 

Ma qui la polemica sarebbe controproducente, sfrutto il Bug del sistema - tipo hacker russo- prendo il documento e torno in Caserma.


Ora, la voce dal citofono mi spiega che fino alle 12.00 la caserma è presidiata, dopodiché i Colleghi sono in giro sul territorio. Rimandato a domattina.


Vabbè, faremo con calma domani. Monto in macchina e vado a lavoro, dove il mio capo di sicuro non mi offrirà il caffè per aver perso una mattinata - e non sa ancora di domani - .


E qui il motivo per cui valeva appuntarsi prima su un foglio e successivamente qui questa bella giornata. 


I Colleghi probabilmente quando hanno tirato i dadi hanno fatto doppio uno, ed il posto di blocco l’hanno fatto poco distante dalla Caserma.


Alla domanda che mi è stata posta dopo essermi fermato di fronte alla paletta, “patente e libretto”, ho saputo rispondere solo con “libretto”.


Sarò promosso ugualmente?






Commenti

Post popolari in questo blog

Invecchia chi non muore prima

Cronache da sotto la cappelliera

Allerta meteo, ma niente di che.